Woodstock. Basta il nome per tornare indietro nel tempo a quei tre giorni in cui a Bethel, una piccola cittadina nello stato di New York si celebrarono l’amore, la musica e la pace. Questo festival che si tenne nel 1969 coronò la diffusione della cultura hippie e la celebrazione della vita tramite anche i molti artisti che si esibirono dal 15 al 18 agosto. La famosa manifestazione spegne quindi 50 candeline, ma nonostante stia avanzando negli anni è molto nota anche tra i giovani di oggi, per questo l’idea di rifarlo sta diventando molto concreta. La riedizione di Woodstock si terrebbe nello stesso luogo del festival originale e ovviamente negli stessi giorni. Una “Woodstock 2” sarebbe un’occasione unica per chi non ha vissuto in quel tempo di provare l’ebbrezza di partecipare ad uno dei festival più famosi del pianeta, ma sarebbe soprattutto un revival per le persone che invece ci sono state nel ’69. Tornare a Bethel per andare a Woodstock non solo sarebbe suggestivo ed emozionante, ma porterebbe anche la gente a riflettere su come i tempi siano cambiati e su come certi valori, una volta considerati intoccabili, come l’amore, la pace e la stessa musica fossero vitali per i giovani. L’organizzatore di questo nuovo Woodstock è Michael Lang in collaborazione con gli organizzatori del festival del ’69: John P. Roberts, Joel Rosenman ed Artie Kornfeld che cercheranno di portare alla manifestazione vari artisti. Se questo progetto dovesse andare in porto (sperando che vengano risolte tutte le problematiche contrattuali e legali) quindi non sarebbe importante solo da un punto di vista artistico, ma anche e soprattutto da un punto di vista morale.

SARA ORLANDINI