ROMA-L’ultima palla della carriera. Serve da sinistra, in rete la prima, lenta la seconda, lo scambio con l’avversaria e il suo diritto in rete: è andata, un abbraccio con la Krunic, bacio accademico con la lunga giudice di sedia e addio al torneo di Roma e alla sua formidabile carriera, fatta di successi storici (10 nel circuito in singolare e 25 in doppio, 4 Fed Cup) e di semisuccessi storici (finale Us Open 2015). Roberta Vinci, come era entrata in campo (assolutamente sorridente e divertita, tra i “Roby Roby” del pubblico in una mise beige chiaro) se ne è uscita; l’ultimo tango a Roma è andato in scena allo Stadio della Pallacorda, con la folla assiepata che sperava sì in un miglior esito finale di carriera ma che comunque ha omaggiato la tennista pugliese facendole sentire tutto il calore e l’abbraccio della Capitale. Alla fine i dieci anni di differenza tra la Vinci (ora 191 ma in passato nella top ten) e la serba Krunic si sono fatti tutti sentire. Forse aveva illuso in avvio la ragazza tarantina, semplice 6/2 malgrado la serba insista con la palla corta lavorando ai fianchi l’azzurra. Che cede di schianto per otto giochi consecutivi, dando l’impressione di aver mollato. Allora il pubblico chiama la “Ola”, la Vinci la esegue seduta al cambio di campo del quinto game della terza partita, il clima si sovraeccita e la pugliese riaggancia la serba sul 3 pari. C’è partita ancora, pare. Gli ultimi due giochi però dicono il contrario, perché la Krunic li vince a zero, parziale di 8 punti a zero, e spezza il sogno della Vinci di allungare i suoi match in carriera. Ma brava lo stesso, l’azzurra ha dato emozioni anche oggi. “Da domani sono in vacanza”, dichiara alla fine, “non ne potevo più”. E giù la lacrimuccia, il tempo passa per tutti, darling. Ma il suo tennis, fatto di slice, back, di attacchi e volée stilisticamente perfette, resterà per sempre impresso nella nostra mente. Dalle lacrime ai sorrisi. Sempre allo Stadio della Pallacorda. Sono diventati quattro gli azzurri approdati al secondo turno degli Internazionali maschili. Dopo l’exploit di Lorenzo Sonego che, tempo permettendo, domani se la vedrà con il non imbattibile tedesco Gojowczyk, anche Marco Cecchinato e Matteo Berrettini hanno suscitato sentimenti forti, questa volta di gioia, ai quali in serata si è aggiunto un Fabio Fognini in gran spolvero. Ma andiamo per ordine. Il 25enne Cecchinato da Palermo, numero 73 del mondo e l’italiano più in voga al momento dopo il successo a Budapest da lucky loser, si è confermato diesel eliminando in rimonta (2/6 7/5 6/4)  l’uruguagio Cuevas, vecchia volpe del circuito un po’ in ribasso (è n.71). Per Cecchinato adesso c’è “bimbo” Goffin, belga 10 del mondo e 9 del ranking, che ha un altro passo come velocità di palla. Bene anche il 22enne romano Berrettini, numero 103 del mondo in tabellone con una wild card, capace di superare in due set (6/2 7/6 lo score) in un’ora e 38 minuti, lo yankee Tiafoe, numero 63 e proveniente dalle qualificazioni. Berrettini, allievo di Vincenzo Santopadre, ora sfiderà il defending champion, il tedesco Alexander Zverev, 3 del mondo e secondo favorito del seeding dopo Nadal e recente vincitore dei tornei di Monaco e Madrid. Buono infine l’impatto nel torneo di Fabio Fognini, numero 21, che ha tritato 6/3 6/1, in appena 53 minuti, l’irriconoscibile francese Gael Monfils, numero 39: il 30enne ligure se la vedrà al secondo turno con l’austriaco Thiem, numero 8 del mondo e sesta testa di serie, nonchè bestia nera di Nadal, reduce dalla finale nel “1000” di Madrid.

L’ultima buona notizia è quella annunciata sul sito della Federtennis: pace in vista tra la Giorgi e il presidente Binaghi. La Federazione Italiana Tennis ha spiegato che il Presidente Binaghi si è incontrato con la numero 1 d’Italia Camila Giorgi. “Ho capito che due anni fa ho sbagliato a non rispondere alla convocazione per l’incontro di Fed Cup contro la Spagna. La maglia azzurra mi è mancata e sento il desiderio di tornare a indossarla e a far parte di una squadra giovane che sta crescendo”, ha dichiarato la Giorgi. Quindi la tennista marchigiana avrebbe espresso il desiderio di tornare a far parte della Nazionale italiana capitanata da Tathiana Garbin dando la disponibilità a rispondere alle convocazioni. Di conseguenza, ogni pendenza tuttora in atto tra la FIT e la giocatrice verrà risolta di qui a breve, e la Giorgi dovrebbe essere reinserita nei programmi federali di assistenza e fornitura di servizi previsti per i giocatori e le giocatrici. Lasciare fuori la Giorgi sarebbe stato un delitto.

Andrea Curti