ROMA-Il tennis italiano maschile dà segnali di ripresa con quattro azzurri al secondo turno degli Internazionali d’Italia, evento che non si vedeva dall’edizione 2010 con Volandri, Starace, Lorenzi e Bolelli. Peccato per Seppi e Baldi che non sono riusciti a superare i rispettivi ostacoli. Per 34enne di Caldaro si è materializzato di nuovo l’incubo Pouille, il francese che lo sconfitto al quinto set lo scorso aprile in Coppa Davis. Altro match equilibrato ma altra resa dell’azzurro, 7/6 al terzo set, con Seppi che nel tie-break finale è sembrato meno deciso del suo avversario. Semaforo rosso anche per il giovane Filippo Baldi, numero 370 Atp, proveniente dalla giunga delle qualificazioni: il 22enne di Vigevano ce l’ha davvero messa tutta sulla Next Gen Arena per sconfiggere lo scorbutico georgiano Basilashvili, numero 74 del ranking, anche lui qualificato, finendo però per arrendersi 6/4 4/6 6/4, dopo due ore di gioco. Domani altri due azzurri sono chiamati ad una mission impossible, ovvero il romano 22enne Matteo Berrettini e il ligure e 201 del mondo Fabio Fognini. Dopo aver sgambettato la promessa statunitense Frances Tiafoe, numero 63, Berrettini (numero 103), in tabellone con una wild card, si troverà di fronte il tedesco Alexander Zverev, 3 del mondo e secondo favorito del tabellone, nonché defendind champion del torneo del Foro Italico, reduce dai successi a Monaco e Madrid: vale a dire, 9 vittorie consecutive sul rosso, 13 vittorie e 2 sconfitte complessive dall’inizio anno (a Montecarlo contro Nishikori e in Davis contro Nadal). Anche Fognini, che l’anno scorso eliminò addirittura Murray, ha davanti a sè un colosso del tennis attuale; dopo aver dominato il francese Monfils, numero 39, centrando peraltro il 300esimo successo nel circuito, il ligure misurerà le sue ambizioni con l’austriaco Thiem, numero 8 del mondo e sesta testa di serie, reduce dalla finale nel “1000” di Madrid: il 24enne di Wiener Neustadt si è aggiudicato entrambi i precedenti, al “1000” di Cincinnati 2017 e a Monaco nel 2015. Ma sappiamo che “il Fogna” è imprevedibile.

Andrea Curti