Applaudita prima al Teatro Roma

ROMA-Roma e Lazio in salsa Shakespeare. Un esperimento difficile e coraggioso quello tentato dal prolifico autore teatrale Gianni Clementi alla prima prova di regista guidando un set di quindici attori, di cui tredici giovani o giovanissimi divise nelle due possibili fazioni del tifo campanilistico della capitale. C’è un fiero odio da ultras tra romanisti e laziali attorno al nascente dramma di Romeo e Giulietta. Romeo è giallorosso, Giulietta è un Irriducibile. I due hanno genitori che sono divisi da un odio profondo. Dunque i Capuleti e i Montecchi del racconto veronese qui si spostano a Roma in ambiente coatto che fa frequente uso della bestemmia e del dialetto in una comunicazione spicciola fa efficace. 150 minuti in scena al Teatro Roma per uno spettacolo che investe sul futuro. Quello dei giovani interpreti e anche quello sulla produzione di Ramazzotti perché dopo l’applaudita “prima” di martedì sera lo spettacolo terrà il cartellone nella sala del Tuscolano fino al prossimo 28 marzo, chiamando a raccolta il pubblico, le scuole e, inevitabilmente laziali e giallorossi, il pretesto per rivivere una vicenda ben nota ma qui rivisitata con fantasia spigliata e con momenti di romanticismo misti al cinismo di borgata. Si ama e si muore come nei testi di Shakespeare destrutturando l’inutilità del tifo di fronte a vicenda ben più essenziali. Di Irriducibili infatti ci sono soprattutto i bisogni primari. Si ride, ci si commuove, sterzando verso sviluppi mai banali. Non ci sarà lieto fine. Il primo esame è stato superato alla grande e la messa a fuoco della compagnia garantisce un affiatamento ancora più strepitoso nelle repliche a venire. Lo spettacolo ha avuto il patrocinio del Comitato Regionale laziale del CONI con Riccardo Viola che non mancherà di far sentire il suo apporto. La “storia d’amore e tifo con tragedia finale” sembra possa decisamente essere una delle sorprese di questa scoppiettante stagione teatrale 2017-2018. E la tenuta dello spettacolo è già di per sé un bel biglietto da visita.  

 

DANIELE POTO