di DANIELE POTO

 

Si vota per l’Europa e non sembra una diminutio per l’impegno elettorale degli italiani o, meglio, di quanti andranno a votare. In termini percentuali la risposta a questo appuntamento è tradizionalmente superiore al dato delle amministrative ma inferiore a quello delle politiche. Più Europa o meno Europa? I partiti e le sigle in ballo si smarcano proprio su questo punto. Appare come un incontestabile dato di fatto che l’Unione Europea è un guscio ancora abbastanza vuoto dato che sul terreno degli eserciti, della cultura, della parificazione di alcuni diritti (o leggi) fondamentali i 28 paesi dell’Unione marcino su binari spesso completamente divergenti. Benessere e disagio sono i termini della questione in un continente che viaggia a due velocità. Ci si confronta su un tema determinante: austerità o crescita, diminuzione del debito o rilancio degli investimenti?  Ci si divide per questo mentre appare chiaro che una classe dirigente è destinata alla pensione riscuotendo modesta stima al momento dell’uscita. Draghi merita applausi ma il contributo di Tajani e Mogherini alla causa continentale, solo per rimanere nel contesto dei “togati” italiani di spicco, appare risibile, tanto più se paragonato ai lauti stipendi percepiti. C’è un discorso di casta anche in Europa, suprema contraddizione per quell’Europa che predica austerità e risparmio ma dilapida su diversi sedi il proprio bilancio interno. Siamo a un bivio irreversibile. Nessuno predica l’uscita dall’euro. Ma le raccomandazioni per un’Europa diversa sono un invito a cambiare rotta. I messaggi europeisti dei partiti italiani sono tenui. Il leaderismo ha preso il sopravvento. La Lega “è” Salvini, Forza italia “è” Berlusconi, quello che rimane del Pd “è” Zingaretti, sorretto da una falange di pretoriani incoerenti (dalla Boldrini a Paolo Cirino Pomicino, il fronte è vasto). Il vecchio continente rimane sullo sfondo, carico di suggestioni ma di un incerto presente. Anche demograficamente, schiacciata da Stati Uniti e Cina, l’Europa conterà sempre meno se non riuscirà a trovare un empito unitario.