ROMA- L’8 maggio del 1911 veniva alla luce l’uomo che più di tutti ha raccontato con la sua chitarra il Blues del Delta, detto comunemente il Delta Blues. Robert Johnson è stato un’autentica leggenda. Eric Clapton lo ha definito:”il più importante musicista blues mai vissuto. Non ho mai trovato nulla di più profondamente intenso. La sua musica rimane il pianto più straziante che penso si possa riscontrare nella voce umana”. Dunque un mito ma dalla storia della sua vita indecifrabile e priva di riferimenti precisi a tal punto di farne una vera favola. Insomma un personaggio mitologico del blues del Mississippi. Si racconta che Johnson sia nato da una relazione occasionale di sua madre. A 18 anni si sposa con una ragazzina Virginia di 16 anni che muore mentre cerca di dare alla luce un figlio. Robert impazzisce dal dolore ed inizia a vagabondare per il Mississippi strimpellando una chitarra in modo osceno. Robert vende l’anima al diavolo si siede ad un incrocio ed aspetta finchè non arriva Papa Legba, la divinità che presiede gli incroci e le strade. Legba arriva gli strappa la chitarra dalle mani e poi gliela restituisce. Johnson ora è il migliore di tutti, il più bravo in assoluto. Suona meravigliosamente soprattutto utilizzando una tecnica straordinaria: il Fingerpicking (muovere solo le dita degli accordi sulle corde). I suoi amici restano sbalorditi da tale talento, Robert registra 29 canzoni strazianti che lasciano il segno nella storia della musica. I suoi brani sono riletti dai più grandi artisti della musica come i Led Zeppelin, Clapton, Dylan, Fleetwood Mac, Stones, Cream, Blues Brothers, Muddy Waters  ecc.ecc.ecc. La sua Sweet Home Chicago è stata riletta migliaia di volte. Robert Johnson ovvero la leggenda del blues muore delirando a Greenwood lungo le rive del Mississippi avvelenato da una bottiglia di alcool.

MAURO CEDRONE