Si ride molto ne “La cantatrice calva”

ROMA-Sbaglierebbe chi andasse a ricercare nel titolo “La cantatrice calva” una sorta di riconoscimento della commedia di Ionesco rappresentata al Teatro San Genesio. L’etichetta è un assurdo come lo spettacolo che si riconosce in questa categoria teatrale brevettata (se così si può dire) dal drammaturgo rumeno. I dialoghi sono un catalogo di insensatezze, di convenzionalità dialettiche che, spinte fino al parossismo, fanno esplodere la risata dello spettatore. Adriana Trapanese, la regista, con un paziente lavoro biennale, premessa a un anno di prove, ha sceverato l’essenziale per offrici ottanta minuti di gradevole spettacolo. E’ un riso fisiologico, provocato per induzione e accumulo. Il linguaggio non è il fine ma esso stesso uno degli elementi scenici della rappresentazione. Agiscono due coppie di sposi, l’ospite inatteso che è un vigile del fuoco, una eccitata collaboratrice familiare e una pendola naturalmente muta che però asseconda emotivamente l’azione con attitudine da mimo e sottolinea il tempo, naturalmente a suo agio e piacere. La convenzionalità borghese dei salotti, del decoro, viene scossa dalla stantie formalità di routine. L’eccesso di forma distrugge il merito. Se si deve riassumere cosa succede si potrebbe rispondere “un bel niente”. Perché non c’è azione che tenga di fronte all’eterna coattiva ripetizione dell’essere umano. Del resto lo stesso Ionesco ebbe modo di scrivere: “Non ho mai capito la differenza che si ravvisa tra il comico e il tragico. Il comico, intuizione dell’assurdo, mi sembra più disperato del tragico perché on offre vie d’uscita. L’umorismo permette di prendere coscienza con libera lucidità della condizione comico-tragica…è l’unica possibilità che abbiamo di staccarci, ma dopo averla assimilata, conosciuta e superata, dalla nostra condizione e dalle difficoltà dell’esistenza”. Aggiunge la regista Trapanese: “Prendere coscienza di ciò che è atroce e riderne significa diventare padrone di ciò che è atroce”. Bravi tutti gli interpreti, una compagnia affiatata e compatta con Paolo Della Rocca, Valeria Cecere, Mimmo Lamuraglia, Lilia Nacci, Mario Leante, Carla Iacuzio, R. Khoji Giovinazzo.   

 

DANIELE POTO