ROMA-Mentre si stanno disputando i primi turni delle qualificazioni al Foro Italico in Roma, tengono banco due ritiri in un colpo solo, tutti nel settore femminile del tennis italiano: uno ufficiale e dovuto a seri problemi fisici, uno tra al massimo sette giorni e condizionato dall’età. Quello ufficiale è firmato Karin Knapp nata a Brunico il 28 giugno 1987, che ha dichiarato: ““In questi giorni al Foro Italico, dove seguivo le altre ragazze che si allenano all’Accademia di Anzio, tante persone mi hanno domandato quali erano i miei piani e allora mi sembra giusto annunciare che è arrivato il momento di ritirarsi dal tennis agonistico”. La decisione per la verità era nell’aria da qualche mese: “Si tratta di una decisione molto sofferta, ma purtroppo devo rassegnarmi all’idea che il mio ginocchio destro non ce la più. Dopo il quinto intervento chirurgico, nel febbraio dello scorso anno, ho provato in tutti i modi a rientrare, lavorando duramente per mesi, ma ogni volta che aumentavo i carichi il dolore si riproponeva sempre: mi allenavo bene e poi mi faceva male, tanto da rischiare di non camminare poi per tre giorni. Una situazione che, capite bene, non è sostenibile”. Un focus sulla sua attività agonistica è d’uopo: “Posso considerare la mia carriera come bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto”, ha sottolineato la Knapp con un sorriso, aggiungendo che “di sicuro sono orgogliosa di quello che sono riuscita ad ottenere dopo cinque operazioni al ginocchio e due al cuore. Però rimane un po’ di rammarico per tutti gli infortuni che mi hanno impedito di esprimermi con continuità ad alti livelli e quindi pure una certa incertezza sul dove sarei potuta arrivare senza questa serie di problemi fisici. Un aspetto però sul quale non hai un controllo diretto. Il momento più bello? Ce ne sono stati tanti, che non dimenticherò, a cominciare dal primo titolo Wta a Tashkent, arrivato in un momento per me difficile. Ma anche gli ottavi a Wimbledon 2013, o la conquista della Fed Cup in quello stesso anno, senza dimenticare la soddisfazione della vittoria sugli Stati Uniti nel primo turno dell’edizione seguente a Cleveland.”. La 31enne Knapp è stata 33 del mondo nel 2015 e l’ultima apparizione nel tour professionistico risale agli Australian Open 2017. Poi il calvario è proseguito, per sua disgrazia. Più ponderato e annunciato l’addio al tennis di Roberta Vinci e, per certi versi, senza nulla togliere alla Knapp, sarà anche più rimpianto, per le qualità tecniche inusuali nel tennis di oggi, dove si cerca di conquistare la vittoria solo tirando più forte dell’avversario. La filosofia della Vinci invece è stata sempre diversa, col suo tennis piatto nel diritto e in back nel rovescio, con i suoi attacchi in chop d’altri tempi, con le sue volèe e demi-volèe di una classe infinita, bellissime a vedersi per tecnica ed esecuzione, per timing sulla pallina, per intelligenza di una giocatrice minuta nel fisico ma capace di esprimersi ad altissimi livelli in un mondo di “finte donne”, tennisticamente parlando. “Non esiste solo un motivo per spiegare il mio stop a fine Internazionali“, ha puntualizzato la 35enne tarantina nella conferenza stampa di saluto, “conta sia l’aspetto fisico sia quello mentale e ultimamente mi pesava anche allenarmi, con i recuperi sempre più lunghi. Al tennis ho dato tutto – ha continuato la Vinci – mi sono tolta un sacco di soddisfazioni. Poi arriva il momento in cui bisogna guardarsi dentro e prendere una decisione. Ecco, io l’ho fatto dicendo basta. Non ho rimpianti, il tennis mi ha dato e tolto tanto nella mia vita. Se mi avessero detto da bambina che avrei fatto una finale Slam, vinto una Fed Cup, sarei stata top 10 in singolare un numero 1 nel doppio, ecco…avrei risposto che qualcosa non andava, e invece ora mi guardo dietro e non posso che essere felice, ho fatto quello che volevo“. Il curriculum lo ha detto lei. Adesso aspetta un qualificata al primo turno. Una partita per volta, aspettando l’ultima in carriera. Meriterebbe di vincere il torneo per le emozioni che il suo tennis ci hanno regalato.

Andrea Curti