ROMA – Ci sono nomi nel mondo rock e del blues-rock poco conosciuti al grande pubblico, ma che a questi stili hanno dato voce ed unicità; sebbene sia stato uno dei musicisti più significativi del suo tempo, vantando collaborazioni con personaggi come Jimi Hendrix, John Mayall, Eric Clapton, Stevie Ray Vaughan, Muddy Waters e Bob Dylan, Paul Butterfield è uno di questi. E’ stato uno dei primi esponenti bianchi del Chicago Blues, armonicista talentuoso, dotato di uno stile incisivo e rivoluzionario, è diventato con il tempo un punto di riferimento per gli amanti di questo strumento. Figlio di un avvocato e di una impiegata della University of Chicago, Paul inizia a frequentare questo mondo, ed è proprio qui che conosce i primi membri della sua futura band. Elvin Bishop è uno di questi. I due cominciano a suonare insieme e a frequentare, anche con amici di colore, i locali del ghetto nel South Side. Butterfield e Bishop, con il loro gruppo, diventano ben presto una presenza fissa nel club The Blue Fame, un locale con un proprietario di colore, in un quartiere nero, punto di riferimento per ragazzi bianchi. La band entra così gradualmente nel giro del professionismo, e Paul a questo punto decide di contattare due conoscenze del mondo blues: Jerome Arnold e Sam Lay, ovvero la sezione ritmica della band di Howlin’ Wolf. Era un’idea rivoluzionaria per la scena blues di Chicago. Il nuovo gruppo ora formato anche da musicisti di colore, diventa ben presto presenza fissa nel Big John’s club, notoriamente frequentato da americani bianchi. Le serate, da due diventano cinque a settimana, sempre con il club tutto esaurito. La voce inizia a girare e arriva alle orecchie di Paul Rotchild, che lavora alla Elektra Records. Il produttore si butta a capofitto sul progetto e nel giro di poche ore trova anche l’ultimo elemento chiave che servirà alla band: il chitarrista Mike Bloomfield. Ora tutti i tasselli sono al loro posto. La ormai consolidata Paul Butterfield Blues Band (inserita nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2015), nel 1965 registra il suo primo album, inserendo nel disco, composizioni classiche e pezzi originali, tutti suonati fedelmente nel Chicago Blues style mood. La forza di questo disco sta nel continuo dialogo tra Butterfield e Bloomfield, rispettivamente armonica e chitarra, in un vero gioco di squadra che rende l’album originale e mai ripetitivo. Il brano di apertura Born in Chicago, è trascinante ed energico, la band mette subito le cose in chiaro, dichiarando il loro amore per la città e il suo stile. Shake Your Money Maker cover di Elmore James è un elettrizzante rock n roll che termina con un sontuoso solo di chitarra di Bloomfield, mentre Thank You Mr. Poobah, è una piccola jam dove il gruppo si mette in mostra e libera la sua creatività. Blues With a Feeling, I Got My Mojo Working, Mellow Down, sono cover fedeli agli originali, senza stravolgimenti, ma nemmeno timore referenziale. Il lato B si apre con un brano scritto da Bloomfield: Screamin,’ è questo uno dei classici duetti strumentali tra armonica e chitarra che hanno reso la band leggendaria. Our Love Is Drifting, firmata Bishop-Butterfield, sembra quasi un omaggio accorato ai vecchi standard blues, scritto però da bianchi. Mystery Train, invece è un pezzo in stile Delta Blues. Last Night è un lamento blues alla BB King, mentre Look Over Yonders Wall, abbraccia anche un’ po’ il Texas style. Questo disco sarà responsabile del revival blues elettrico americano, e della nascita del blues bianco made in Usa. A volte essere al posto giusto al momento giusto può cambiarti la vita per sempre, e questo disco, con la storia dei suoi personaggi ne è il manifesto più riuscito.

CRISTIANO SACCHI