di CRISTIANO SACCHI

James Cotton ovvero Mr Superharp. Nelle sue mani l’armonica non è soltanto una semplice armonica, ma diventa “una nave a vapore, un treno, un sassofono, un uragano, un usignolo” (Downbeat). La sua storia inizia il 1° luglio 1935 a Tunica nel Mississippi, è il più piccolo di otto fratelli cresciuto nei campi di cotone dove lavoravano il padre e la madre. E’ proprio grazie e sua madre Hattie che inizia ad appassionarsi all’armonica, tanto che un bel giorno di Natale ne arriva una tutta per lui. Questo strumento, però per il piccolo James è ancora solo un gioco con cui imitare cani e treni, almeno finché, un giorno alla radio ascolta Sonny Boy Williamson II. Da quel momento capisce che con l’armonica si può fare molto di più, ed in men che non si dica impara tutte le canzoni di Sonny Boy, così lui e l’armonica diventano una cosa sola. A nove anni rimane orfano dei genitori e lo zio che ha la vista lunga porta il piccolo prodigio James dal suo idolo Sonny Boy Williamson II che rimane a bocca aperta. Il grande bluesman, farà del giovane James più di un allievo, ma un figlioccio ed una spalla per le sue serate nei juke joints del Mississippi e Arkansas, dove vista la tenera età è costretto ad esibirsi fuori dalla porta d’ingresso. Sonny Boy ormai ha un erede, e quando decide di andarsene per conto suo a Milwaukee, gli lascia in dote la sua band, ma il ragazzo non è ancora in grado di gestire la situazione da solo. Così adesso senza una band, il piccolo James gira per le strade di Memphis, dove oltre a suonare fa qualsiasi tipo di lavoro. Una sera in un juke joints dell’Arkansas suona Howlin’ Wolf, James è ancora minorenne ma il proprietario del locale chiude un occhio. Quei due insieme possono fare scintille. E infatti insieme iniziano a suonare e fare serate. A quindi anni James già si è fatto le ossa con grandi bluesman, ed ha già inciso quattro pezzi per la Sun Records, ma il meglio deve ancora venire. La svolta arriva nel ’54. Al Dinette Lounge Club il gruppo di Muddy Waters rimane senza armonicista e chiede proprio a James di unirsi alla sua band. Un poco alla volta James Cotton riuscirà ad imporre il suo sound nella band di Muddy, tanto da rubare spesso la scena con i suoi assoli. Nel ’67 decide, in accordo con Muddy Waters di intraprendere la carriera da solista, che lo porterà ad incidere per varie etichette discografiche come la Vanguard, la Prestige, la Verve, la Buddah e la Capitol, e ad aprire vari concerti di band importanti come Grateful Dead, Led Zeppelin, Santana, Janis Joplin. Nel 1984 James Cotton si accasa alla neonata e intraprendente Alligator, con cui sfornerà questo splendido live. “Il blues è tutto questione di feeling. Se non lo sento, non lo posso suonare” (James Cotton). Il disco è energia, groove e feeling allo stato puro, il lato A si apre con Here I Am (Knockong At Your Door), Chicago style all’ennesima potenza, con una nervosa e effascinante chitarra funkeggiante, Part Time Love è un brano che strizza l’occhio alla disco con il suo intro di basso, con i fiati, e la sofisticata chitarra stoppata a sostenere la graffiante voce di Cotton ed un solo di armonica leggendario, Just To Be With You, smorza l’eccitazione del pubblico presente regalando uno slow blues dove basso, chitarra, piano e batteria lavorano quasi all’unisono. L’atmosfera si riaccende, e chiude la prima parte del disco Hard Headed, altro funk dove il basso e la preziosa presenza dei fiati rendono questo brano trascinante ed infuocato. When It Rains It Pours apre il lato B e si ritorna ad un sound più blues “oriented” vecchio stile senza compromessi, Cross Your Heart cover del suo idolo e maestro Sonny Boy Williamson II, viene arricchita da elementi funk di basso e chitarra: un omaggio alla James Cotton. Come Back, Baby è un lamento slow blues ad una donna a cui viene detto di tornare da lui, la voce di James e la sua armonica riuscirebbero a convincere qualsiasi fanciulla a tornare sui suoi passi, Born In Chicago è un omaggio al suo amico Muddy Waters, a colui che gli ha dato l’opportunità di essere James Cotton, la chitarra è come un treno: senza sosta. Midnight Creeper è il suo inedito che chiude il disco, e la sua armonica la fa da padrone, facendo capire a tutti con chi si ha a che fare. Nella sua carriera e attraverso le varie epoche James Cotton ha riunito intere generazioni di musicisti: un blues che ha cambiato suono, ma mai la sua anima.