ROMA-Il 7 luglio 2006 muore a Cambridge Syd Barrett, il “diamante folle” dei Pink Floyd. Syd è stato un’autentica icona del rock degli anni ruggenti ed elemento determinante, fondamentale di una delle band più importanti dell’intero panorama musicale degli anni sessanta-settanta ed oltre. Barrett definito genio-follia e sregolatezza ha lasciato un segno indelebile nella discografia floydiana. Con le sue stralunate filastrocche, con le sue deliranti ma sublimi ballate acustiche ha caratterizzato non solo la prima incarnazione dei Pink Floyd, ma anche l’intera avveniristica psichedelia britannica di quegli anni di straordinaria ricerca musicale. Syd si è consumato nella sua follia vera, quella che per trena anni l’ha portato ad un esilio volontario. Tre decenni disseminati di episodi veri e verosimili. Barrett è stato una sorta di fantasma del palcoscenico, sempre assente ma presente nella mente dei Pink e nelle note dei Floyd.

MAURO CEDRONE