di MAURO CEDRONE

ROMA- Erano anni di tensioni continue, di rivoluzioni studentesche, di forti tendenze politiche. Di preoccupanti sofferenze giovanili, di continue frizioni con i “vecchi” genitori. Rapporti generazionali segnati sempre da inquietudini e dissidi profondi. Erano indubbiamente anni difficili. Il 68 aveva lasciato il segno, profondo soprattutto nei giovani. Proliferavano i movimenti giovanili e politici. La protesta era frequente e con lei l’automatica guerriglia urbana. Il 5 luglio del 1971 resterà una data indelebile nel mondo del rock segnato dagli scontri tra polizia e gli autoriduttori, quelli della musica e dei concerti gratis, quelli dei cancelli aperti , quelli del Vigorelli di Milano, location per il concerto dei Led Zeppelin. Concerto durato poco più di 20 minuti ma non solo per colpa degli “autoriduttori” ma soprattutto per le scellerate scelte degli organizzatori che fanno aprire il concerto del Dirigibile a Gianni Morandi e a rappresentanti dell’allora Cantagiro. Scelta assurda che scatena l’ira dei fans di Robert Plant e company. Gianni Morandi fa incetta di pomodori, frittatone, bottigliette e verdure varie. Morandi viene letteralmente cacciato al grido “vattene, noi vogliamo i Led Zeppelin”. La protesta sale ed il malcontento è totale per via del costo esagerato dei biglietti. Salgono sul palco gli Zeppelin che riescono a suonare solo tre brani. A metà del terzo brano iniziano a volare e fischiare i lacrimogeni all’esterno e all’interno del Velodromo milanese. Il fumo avvolge immediatamente il Vigorelli, l’aria è irrespirabile, il fuggi fuggi è generale, più o meno quello che accadde 15 giorni prima al concerto dei Chicago. Anche li lacrimogeni, cariche della polizia e volontà di sfondare i cancelli. Il rock sembra non avere futuro. Quanto accaduto al Vogorelli traccia una linea netta ed una enorme distanza tra gli artisti, le band, i cantautori ed i rocker italiani e stranieri e l’Italia. Per anni infatti nessuno voleva metter più piede sui palchi degli stadi e dei palazzetti italiani pensando agli enormi rischi che avrebbero comportato le varie performances. I Led Zeppelin quella notte del 5 luglio 1971 decisero di non venire più in Italia. Da quel giorno il rock si fece da parte per un lungo periodo.

MAURO CEDRONE