Paul Butterfied muore a North Hollywood il 4 maggio del 1987. Paul è stato uno dei più grandi esponenti bianchi del blues di Chicago. Butterfield è stato il primo a metter su una band mista composta da bianchi e neri, era il 1963 e quella era sicuramente una novità assoluta, naturalmente fuori da qualsiasi schema relativo ovviamente al colore della pelle. Nonostante tutti i problemi razziali facilmente intuibili, il suo gruppo divenne un’house band del Big John’s di Chicago, locale notoriamente frequentato da un pubblico esclusivamente nero. Erano anni quelli particolarmente difficili, anche dal punto di vista musicale. Nel 1965 però c’è la svolta per Paul Butterfield e la sua band. E’ l’anno in cui viene pubblicata la loro opera prima, ma è anche l’anno della collaborazione con Bob Dylan: un anno da ricordare anche per il grande “tradimento” di Newport, ovvero la conversione elettrica lontana anni luce dai “dogmi” del folk acustico. Dunque anni di cambiamenti epocali segnati anche da straordinarie jam session, da straordinari concerti e festival jazz-rock end blues. Butterfield diventa così il piccolo profeta del blues. Paul è sul palco di Monterey e di Woodstock, regista brani con Muddy Waters e suona con Jimi Hendreix, Eric Clapton e B.B. King. Prima di morire di “crepacuore” partecipa all’ultima performance della band con cui suona Mistery Train e Mannish Boy insieme a Muddy Waters: un congedo di grande livello!

MAURO CEDRONE