ROMA-E siamo a 16 sconfitte consecutive nel Six Nations! L’Italia di rugby regge solo un tempo (come spesso accade) l’urto del quindici avversario ed esce sconfitto 38-14 contro il Galles in quel del Millenium Stadium di Cardiff. L’uno-due iniziale dei britannici, al 4′ e 5′, è stato emblematico circa l’andamento del match. Prima Parkes e poi North vanno in mèta in circostanze diverse; la prima in quinta fase, la seconda parte da un intercetto gallese mentre gli azzurri attaccavano. Però l’Italia reagisce subito e al 10′ l’estremo Minozzi, forse il migliore, raccoglie il tesoretto lasciato da un carretto dei suoi compagni, salta come birilli tre gallesi e schiaccia l’ovale in meta; Allan trasformando riduce il passivo a 14-7. Il possesso azzurro, nel primo quarto d’ora di gioco, è un convincente 69%, insomma il quindici nostrano fa la partita e i gallesi invece ripartono con fiammate improvvise, grazie alla velocità dei centri e delle ali, senza fare granché in termini di gioco. Anzi. L’Italia però non trova il guizzo per pareggiare il conto delle mete ma c’è una speranza per i secondi quaranta minuti. Almeno così si crede. Macchè. in quei venti minuti in cui il Galles gioca in 14 e poi addirittura in 13, l’Italia subisce una meta incredibile (5-2 il computo finale per il Galles) e continue scorribande dei britannici, tanto – gli azzurri – da sbagliare 25 placcaggi contro gli 8 dei gallesi, il 20% del totale, per non contare quelli in avanzamento. La seconda e ultima meta azzurra, firmata a 5 minuti dalla fine da Bellini (bravo il neo entrato Canna a rubare l’ovale ai gallesi in mischia), non attutisce l’amarezza per l’ennesima performance incolore degli uomini di O’Shea, sulle gambe e poco reattivi in parecchie occasioni. “Abbiamo fatto due grossi regali al Galles nelle prime due mete loro”, ha commentato il tecnico irlandese alla guida dell’Italia, “a questo livello non si deve fare. Peraltro abbiamo avuto tante opportunità vicino alla loro linea di meta ma non abbiamo raccolto nulla”. Rammarico anche nelle parole di Capitan Parisse che forse medita il ritiro a breve: “Ho 34 anni e torneremo in Galles a 36, non so se ci sarò, forse qui è stata la mia ultima partita”. Intanto sabato alle 13.30 contro la Scozia all’Olimpico l’ultima possibilità per gli azzurri di evitare il cucchiaio di legno. Ma non sarà una passeggiata. Sembra aria di smobilitazione. Salterà pure O’Shea con i mondiali del Giappone alle porte?

Andrea Curti