Nel mese del suo compleanno Rod Stewart torna in Italia in concerto.

ROMA-Settantatre anni e non dimostrarli. Dieci gennaio 1945 è la sua data di nascita in Inghilterra da genitori scozzesi. Grandissima voce, voce “sporca”, roca, espressiva, stridula, in una parola: cartavetrata, quella di Rod Stewart 200 milioni di dischi venduti, successi indiscussi con i Faces, performances indimenticabili con nomi di straordinario peso musicale come John Paul Jones (Led Zeppelin), Mike Fleetwood, Julie Driscoll,Brian Auger ecc. ecc, poi incontra Jeff Beck e Ron Wood. Inizia così il successo che dura praticamente sempre, soprattutto con i Faces, roba forte, marcata indelebilmente dallo stesso Ron Wood (poi nei Rolling Stones), Kenney Jones che rimpiazzerà Keith Moon negli Who e Steve Marriott fondatore degli Humble Pie, insomma una sorta di supergruppo prima di sciogliersi, che ha influenzato le successive generazioni di musicisti con un sound che univa l’enorme interesse dei giovani britannici e americani appassionati del soul e del rhythm and blues. Dopo i Faces, Rod nella sua carriera solista collabora anche con Brian Adams, Stig, Stevie Wonder e tanti altri. Le sue passioni che hanno sempre caratterizzato la sua vita sono state oltre alla musica, le bellissime figure femminili spesso presenti in tutte le sue esibizioni ed il calcio, prorio il calcio che aveva ne sangue sin da bambino e praticato da giovane. Rod Stewart nonostante fosse nato in Inghilterra era ed è tifosissimo della nazionale scozzese e del Celtic. Un amore che non gli ha precluso il Cavalierato di sua Maestà, concesso dal principe William: un’onorificenza di cui va particolarmente fiero come è fiero di continuare a cantare in giro per il mondo, anche in Italia. Il 31 gennaio infatti sarà al Forum di Assago per un concerto straordinario che lo legherà ancor di più alla nostra penisola spesso visitata da Rod come semplice turista.

MAURO CEDRONE

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