Le bugie sulle pensioni. Il sistema può reggere.

ROMA-Le pensioni sembrano incrudelirsi su una generazione di italiani. Così   il presidente dell’Inps Boeri sulle contraddizioni del Governo in carica. Nel frattempo una proiezione annuncia tempi duri per i giovani che entrano nel mondo del lavoro: andranno in pensione a 71 anni, i più virtuosi in Europa dopo i danesi che ci andranno a 74. C’è da augurarsi nel frattempo che l’aspettativa di vita cresca almeno a 95 anni altrimenti lo slogan in voga sarebbe “Lavorate tutta la vita!”. Intanto una colossale rete di bugie mediatiche demonizza il sistema previdenziale. Il Corriera della Sera ha documentato uno scorretto sbilancio di 88 miliardi. In realtà è una demagogica mistificazione perché il sistema italiano è l’unico in Europa ad accorpare previdenza e assistenza (cassa integrazione, sostegno per le famiglie, etc). Se scorporiamo le due entità ci accorgiamo che dal punto di vista previdenziale questa cifra scende a 19 miliardi e sarà abbondantemente sopportabile soprattutto man a mano che la riforma Fornero calerà i suoi effetti a regime su tutto l’impianto pensionistico. Prova ne è che attualmente gli italiani vanno in pensione a 62,3 a dispetto dei 67 del nuovo faticoso capolinea. Il recente agitarsi dei sindacati sembra tardivo. Quando, sotto il Governo Monti, in soli 21 giorni fu varata la traumatica riforma la risposta sindacale si concretizzò in sole tre ore di sciopero. Trattare oggi come è avvenuto su cinque mesi sembra ridicolo rispetto ai cinque anni di penalizzazione previsti da quella pesantissima controriforma.

DANIELE POTO

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